Tutta la dorsale
appenninica, e in particolar modo il Massiccio del Monte Cucco, risente tanto
del clima balcanico continentale (freddo secco, venti di tramontana) quanto
dell'influenza temperata marittima (correnti umide e calde del bacino
occidentale del Mediterraneo). Il "caldo" Mare Tirreno dista appena
150 km e non si frappongono ostacoli di sorta, mentre l’Adriatico è
addirittura a 55 km. I monti del Parco sono dunque zona di confine, senza
rilievi a protezione, dove spesso si verifica un braccio di ferro fra venti di
SW e venti di NE che si contendono il predominio climatico. E ad ogni passaggio
di fronte (che sarebbe poi il confine fra masse d'aria di diversa natura, calde
e fredde, umide e secche) avvengono delle precipitazioni. Le più abbondanti
sono quelle legate ai passaggi da occidente ad oriente; le più nevose quelle
che comportano l'afflusso di correnti continentali in contrasto con masse d'aria
umide e "calde". In sintesi il clima dell’Appennino umbro
marchigiano è definibile come "temperato subcontinentale" (di origine
balcanica) in perenne contrasto con "temperato sublitoraneo" (di
origine mediterranea). Come a dire tutto può cambiare in pochissime ore a
seconda del prevalere dell’uno o dell’altra corrente.
La temperatura media
annua a valle è di circa 11°C. Tutt'altro discorso vale per le fasce più
elevate dove, ad esempio, a 1550 m di quota la media annua è di appena 4°C. Le
precipitazioni variano fra gli 1100 mm annui della Valle del Chiascio e i quasi
2500 mm annui dei piani montani sopra i 1000 m di quota, dove si concentrano le
maggiori precipitazioni di tutta l’Italia centrale.
I giorni più aridi si manifestano nel periodo luglio-agosto e, quindi, a gennaio e febbraio (scherzi del clima "temperato subcontinentale"). I mesi più "bagnati" sono ottobre e novembre, insieme ad aprile e maggio. Su media trentennale, risultano 83 i giorni piovosi, con massimi mensili di 9-11 in novembre e in maggio. In luglio e agosto i giorni piovosi sono mediamente 2-3.
Le precipitazioni nevose
risultano più frequenti a gennaio e febbraio (ma non di rado si verificano
anche alla fine di novembre e a dicembre). Alla stazione meteorologica di Scirca,
ai piedi del versante occidentale del M.Cucco, a quota 560 m, si ha una media
annua di 51,7 cm di spessore della neve, con una permanenza al suolo di 18
giorni/anno. Sopra i 1000 m di quota, le precipitazioni nevose raggiungono un
totale di quasi 200 cm all'anno, con una permanenza al suolo di oltre 50 giorni.
Tutto ciò si accentua appena ci si sposta, anche a quote meno elevate, sui
versanti orientali e all'interno dei grandi boschi d'alto fusto dove è maggiore
la probabilità di precipitazioni nevose e di permanenza al suolo della neve
accumulata.
Il regime dei venti, sempre su base trentennale, indica come predominanti i venti di NE (tramontana) e, in subordine, quelli di SW. I primi insistono per circa 90 giorni/anno, i secondi per circa 70 giorni/anno. Attenzione a non farsi sorprendere alle alte quote dalla Bora: può arrivare anche alla velocità di 160 k/ora!