7. GIRO DEI MONTI DI GUBBIO
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Gubbio - Mocaiana - Loreto - Monticella - Troppola - Petazzano - Casa Monte Misericordia - Fonte Arcano - Gubbio.
Località di partenza: Gubbio (Madonna del Ponte)
Lunghezza: 23,7 km
Dislivello totale: 585 m
Quota massima: 795 m
Tempo totale: 3 ore
Grado di difficoltà: facile
Cartografia: Kompass n. 675 "Sentiero E1" 1:50000 Kompass n. 664 "Gubbio-Fabriano" 1:50000 Quadrante 1:25000 CTR-IGM 116 III
I Monti di Gubbio sono una ben individuabile catena calcarea che si allunga
alle spalle della più bella città medievale. Sono formati da strati di vario
colore e spessore, frantumati e piegati dalle spinte prodotte con il succedersi
delle "maree continentali", nati dalla sedimentazione che si è
verificata nell'antico Mar della Tetide a partire da 200 milioni di anni fa,
sedimentazione che è stata interrotta solo qualche milione di anni fa con
l'emersione dei fondali marini e con la conseguente formazione delle montagne (e
di gran parte dell'Italia).
In questi strati dunque sono rimasti intrappolati materiali organici ed
inorganici, tanto di origine terrestre che cosmica, prodotti dal succedersi
degli eventi che per così tanto tempo hanno "plasmato" la nostra
Terra. Il Mare della Tetide (l'attuale Mediterraneo ne è il residuo, quasi una
pozzanghera in confronto) ha funzionato insomma come una "discarica"
naturale dove si sono stratificati e pietrificati gli eventi: sotto quelli più
antichi, sopra quelli più recenti. E le stratificazioni che ora possiamo
osservare, avendo gli occhi buoni e gli strumenti adatti, sono come le pagine di
un libro, tutte da sfogliare, ognuna delle quale può dire tante cose in
successione cronologica (le "pagine" sopra ci raccontano la storia
naturale recente, quelle sotto contengono i fatti di almeno 200 milioni di anni
fa, quelle in mezzo ci dicono il resto).
Per esempio, nella Gola del Bottaccione (proprio accanto alla partenza del
nostro itinerario), posto famoso universalmente come la Gola dell'Iridio o della
Morte dei Dinosauri, si possono analizzare con grande facilità le rocce che si
formarono in fondo al Mar della Tetide 65 milioni di anni fa, quando avvenne il
passaggio dall'Era Secondaria all'Era Terziaria, proprio quando i grandi rettili
scomparvero, improvvisamente e misteriosamente, dalle superfici emerse.
L'analisi di queste speciali "pagine pietrificate" è così facilitata
in questi luoghi che gli statunitensi Alvarez vi hanno trovato un minuscolo
straterello eccezionalmente ricco di Iridio, un elemento rarissimo, quasi sempre
di origine extraterrestre (portato da meteoriti, per parlar chiaro). Ciò
potrebbe significare (questa è appunto l'ipotesi degli Alvarez) che in quei
lontani tempi sulla Terra cadde un grande meteorite (una decina di chilometri di
diametro) che vaporizzò e sconvolse il clima. I drastici mutamenti di clima e
la conseguente sparizione delle grandi forme vegetali, abituale cibo dei
dinosauri (pochi erano carnivori), decretarono la scomparsa totale dei
dinosauri, fino ad allora dominatori incontrastati delle Terra. E la polvere
meteoritica dovuta all'impatto, sparsa su tutta l'atmosfera e ricca di iridio,
si depositò sul fondo degli oceani, rimanendo intrappolata nelle rocce in
formazione in quel momento.
Ora sui Monti di Gubbio, dove si snoda il nostro itinerario, è stato possibile
ricostruire, sia pur in via ipotetica, questa grande e misteriosa epopea. Che
vuol dire avere gli occhi buoni e la mente sveglia! Non solo la bici da montagna
è una fantastica macchina del tempo.
In località Madonna del Ponte, alla periferia di Gubbio, c'è l'incrocio fra la SS 219 e la SS 452 e un ampio parcheggio (483 - 0,0) (ristorante, bar). Questo è il punto d'inizio. L'escursione comincia pedalando facilmente sull'asfalto della SS 219 in direzione "Umbertide". Così sarà fino al bivio (417 - 5,1) di Mocaiana dove si abbandona la SS per prendere a destra lungo la SP (asfalto, per ora) che porta a "S.Maria di Burano".
Molte sono le deviazioni, anche importanti, ma è facile seguire la maestra asfaltata (eventualmente controllare sulla planimetria). Dopo la salita di Loreto, la pendenza diminuisce. A Casanova di Piazza (657 - 8,6) la SP diventa sterrata, ma sempre molto larga. Si prosegue sui colli con continui saliscendi, anche se tendenzialmente si va a salire.
A Monticella (787 - 12,2) c'è un trivio: a sinistra continua la SP, che però dobbiamo abbandonare (vedi itinerario n. 5); al centro una sterrata che sale, ma poco dopo finisce alla Madonna del Carmine; a destra, indicazione "S.Margherita", prosegue il nostro itinerario lungo una bella e scorrevole sterrata. Ancora saliscendi con davanti gli arrotondati profili della catena eugubina.
Alle coordinate (795 - 14,1) siamo ad un valico e ad un bivio (qui finisce la coincidenza con l'itinerario n. 5): pieghiamo a destra in leggera salita, abbandonando lo sterrato che prosegue diritto e scende a S.Margherita e S.Bartolomeo. La nuova strada non crea problemi di orientamento e si sviluppa per qualche chilometro intorno alla stessa quota. Si arriva così in vista dell'abitato di Petazzano e della bella valle che precede la catena Monteleto-Semonte. Evitiamo di piegare a destra e a sinistra, procedendo diritti e in discesa, fino ad immetterci (734 - 17,5) in una nuova bella sterrata che sale da destra (c'è una casa).
Evitiamo di piegare a destra in discesa (Celle, Monteleto, Raggio, SS 219) e andiamo a sinistra in salita. Dopo circa 400 m (forse anche meno) la pendenza si fa dolce e siamo quasi ad una valico (752 - 18,0); a sinistra in alto c'è una casa colonica. Qui si lascia la sterrata principale (prosegue verso la SS 452), per girare decisamente a destra su una carrareccia f.n. che punta, contornata di siepi, verso il monte.
Poche pedalate e siamo già ad una biforcazione: si ignora a destra (traccia per Monteleto) e si prosegue diritti per la carrareccia più transitata. Il tratturo prosegue pianeggiante per diverse centinaia di metri, con vari sentieri da ignorare che salgono a destra (Troscione). Ma noi proseguiamo diritti, sul facile. Dopo una discesa breve ma accidentata, c'è un nuovo bivio (753 - 19,2): andiamo a destra su carrareccia f.n. in leggera salita con qualche piccolo strappo. Più avanti altra biforcazione (786 - 20,5): si va a sinistra in leggera discesa in una carrareccia molto dissestata ma abbastanza evidente (a destra ripida salita verso Casa Monte della Misericordia e la cima del M.Semonte: da qui molti sentieri divertenti riportano sulla Pianura di Gubbio).
Ora nessun problema di orientamento. La progressione è lenta per le molte asperità che si presentano, anche improvvisamente. Ancora un po' di chilometri di puro divertimento (l'unica cosa fuori posto è la grande ferita prodotta dalla cava di marna della Contessa) e poi si sbuca a dominare la Valle di Gubbio. Scendiamo giù decisi su una bella "sbrecciata", con diverse deviazioni minori a destra e a sinistra, fino a raggiungere un gruppo di Case (Fonte Arcano). Si piega a sinistra (tornante) su asfalto, in discesa e in un attimo siamo sulla SS 452. Giriamo a destra ed eccoci al punto di partenza (23,7 - 483).