T3. TRAVERSATA COSTACCIARO - PERUGIA
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con plotter. Le copie eliografiche delle planimetrie degli itinerari MTB, al massimo della risoluzione e del dettaglio (formato 50 x 70 cm), possono essere richieste a mail@cens.it che provvederà a inviarle per posta al costo di £ 5000 (contrassegno, comprese spese di spedizione). |
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Planimetria T2 - T3 Settore Nord Est |
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| Topo A4 (210 x 297 mm) 19 Kb | Topo A3 (297 x 420 mm) 24 Kb | Topo 1 a 1 (2650 x 1807 mm) 120 Kb |
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Planimetria T2 - T3 Settore Sud Ovest |
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| Topo A4 (210 x 297 mm) 18 Kb | Topo A3 (297 x 420 mm) 22 Kb | Topo 1 a 1 (2652 x 1807 mm) 112 Kb |
Costacciaro - Palazzo del Billo - Guado Chiascio - Valico delle Scalette - Dondana - Montefiore - Case S.Martino - Mengara - M.Urbino - Morleschio - Casa del Diavolo - Ponte Pattoli - Castello di M.Nero - S.Marco - Ponte d'Oddi - Perugia .
Località di partenza: Costacciaro (La Locanda)
Località di arrivo: Perugia (Porta S.Angelo)
Lunghezza: 61,9 km
Dislivello totale: 1380 m
Quota massima: 766 m
Tempo totale: 8 ore
Grado di difficoltà: medio
Cartografia: Kompass n. 663 "Perugia-Deruta" 1:50000 Kompass n. 664 "Gubbio-Fabriano" Quadrante 1:25000 CTR-IGM 116 II - III 122 I - II 123 IV
Dalla Valle del Chiascio al Perugino, attraverso il Piano di Gubbio, la
Valle del Tevere; da Est ad Ovest in un continuo saliscendi verso le colline
dell'Umbria centrale. Il dislivello non è eccessivo e il fondo delle strade è
abbastanza scorrevole (per lunghi tratti asfaltato): la traversata può essere
fatta in una sola giornata. Insieme alla traversata T 2. "Perugia-Costacciaro"
costituisce un giro di oltre 130 km, da fare in più tappe.
Per lo schema della situazione stradale si faccia riferimento tanto alla
planimetria T 2 - T 3 "Perugia-Costacciaro-Perugia" Settore Nord Est
che a quella T 2 - T 3 "Perugia-Costacciaro-Perugia" Settore Sud
Ovest.
In prossimità di Costacciaro, si lascia la SS 3 Flaminia per raggiungere la zona degli impianti sportivi e il Ristorante La Locanda (512 - 0,0). Lasciate le auto, diamo le prime pedalate in discesa, in direzione Sud Ovest, lasciandoci alle spalle le grigie pareti e i boschi del M.Cucco, puntando verso il fondovalle dove scorre il Chiascio. Seguiamo una strada che ben presto diventa sterrata e corre sulla riva sinistra del Fossa Secca. Duecento metri dopo la partenza c'è una biforcazione: si prende a destra ad angolo retto continuando su sterrata pianeggiante. Già siamo nel mezzo dei campi, con poche case coloniche intorno.
Più avanti (495 - 0,6) si arriva ad un quadrivio fra sterrate: proseguiamo nella seconda a sinistra (tralasciando la prima che si incontra a sinistra, quella che prosegue davanti, l'altra che piega a destra).
Dopo un punto alto (486 - 2,4), si lascia a sinistra il Palazzo del Billo. Superiamo un tornante (a destra) e poche decine di metri più avanti ecco una biforcazione (440 - 2,9): abbandoniamo la sterrata che prosegue diritta oltre la recinzione di un "fondo chiuso" e giriamo nettamente a sinistra (tornante stretto) su una carrareccia f.n. in discesa.
Senza problemi viene raggiunto il fondovalle dove prima superiamo il Torrente Scirca (400 - 3,7) e poi, con un guado ben più lungo, il Chiascio (399 - 3,8) (se c'è troppa acqua è necessario, seguendo le indicazioni della planimetria, utilizzare la SC Sigillo-Torre dell'Olmo). Raggiunta Casa Fornace (402 - 4,4), ci immettiamo sulla sterrata Sigillo-Torre dell'Olmo-Dondana: si va a destra in salita.
Il fondo è buono e la pendenza è marcata solo all'inizio. Più si sale più si apre il paesaggio sulla Alta Valle del Chiascio, verde, punteggiata di case. Il Cucco sembra ancora più imponente e sovrasta la minuzia di Costacciaro, allungato sulla piccola collina assolata. Al Valico delle Scalette (609 - 8,6) il panorama si apre a 360°. Dopo una veloce picchiata si arriva a Villa Dondana, circondata da alberi. Qui ci immettiamo (426 - 11,5) sulla SS 219: la continuazione è a sinistra (a destra "Spada" e Gubbio). Seguiamo la Statale per poco meno di un chilometro.
Alle coordinate (426 - 12,3) la abbandoniamo per piegare a destra su una piccola strada asfaltata indicata con "Montefiore". Si superano case, campi e un bel bosco, sempre mantenendo la stessa direzione. Poi, a ridosso di un gruppo di abitazioni (396 - 13,9), la strada fa uno slalom in discesa (prima a destra e poi a sinistra) e diventa sterrata. Dopo il ponte sulla Saonda (355 - 14,8) inizia la salita verso il crinale di Serra Brunamonti.
Si passa un gruppo di case (388 - 15,3) e una ripida salita, dove il fondo diventa più accidentato.
Appena dopo un secondo gruppo di case ecco una biforcazione (425 - 15,6): lasciamo la carrareccia f.a., che continua diritta in salita, per deviare a destra, in salita più marcata, su una carrareccia f.n. che si inerpica al confine fra campi e macchia (30 m dopo l'inizio c'è una piccola costruzione per la raccolta delle acque). La traccia, molto mal ridotta, si biforca alle coordinate (465 - 15,7): andiamo a sinistra nella macchia, in salita. Poco più avanti (500 - 16,0) si immette da destra una nuova carrareccia: si prosegue diritti, sempre nella macchia. Superata con una curva a sinistra un'incisione, eccoci in un campo dove proseguiamo al limite del bosco (salita leggera). Cento metri più avanti, superata una seconda incisione, c'è un nuovo campo: qui scompare la traccia. Proseguiamo in salita nel campo lungo la linea di massima pendenza e accanto all'incisione appena superata.
Qualche decina di metri sopra (534 - 16,3) a destra c'è un varco nella vegetazione: ci vediamo di nuovo una traccia di tratturo. Si percorre questa nuova possibilità che permette di ritornare dall'altra parte dell'incisione (al fondo della quale si indovina una piccola opera di presa ). Nel nuovo campo la traccia è ancora più netta: la seguiamo andando a sinistra in salita, al margine del campo (vigneto). Man mano che si guadagna quota la traccia si fa più marcata.
In cima alla salita, sul crinale, raggiungiamo una sterrata, proprio accanto al complesso agrituristico di Case S.Martino (591 - 16,8) ("Agriturismo Serra Brunamonti"). Qui la via da seguire è a destra, lungo la strada che corre sul crinale: porta senza tanti problemi sulla SP 240 (asfalto) in prossimità di Case S.Angelo (530 - 18,8).
Seguiamo l'asfalto a destra solo per pochi metri, dopodiché abbandoniamo la SP per prendere una bella sterrata che piega a sinistra. Neanche 300 m più avanti, ad una biforcazione, andiamo a sinistra (a destra Ghigiano), sempre su sterrata in salita.
Mantenendo la maestra si arriva in vista di un grosso capannone (590 - 21,2): lasciamo la sterrata sinora seguita (che porta proprio al capannone) per piegare invece a destra in salita su una carrareccia f.a. abbastanza accidentata che con una successione di due tornanti, il primo a destra il secondo a sinistra, sale rapidamente di quota. Proseguiamo in salita; si supera Case S.Ghigiano e gli edifici a Sud del M.Salce; dalla macchia usciamo con una curva ad angolo retto a sinistra; a destra una fila di case.
Alle coordinate (631 - 22,6) mettiamo piede sull'asfalto della strada Mengara-Valdichiascio: la continuazione è a destra in salita.
Seguendo sempre la maestra si raggiunge la SS 298 in corrispondenza della Cima di Mengara (647 - 24,1): andiamo a sinistra in piano (a destra Gubbio).
Poche centinaia di metri dopo (647 - 24,4) si abbandona la Statale per girare a destra su una piccola asfaltata con indicazione "Monteurbino" e "Carpiano" (poco più avanti, sulla SS, c'è l'agriturismo Oasi Verde Mengara). Ora ci attendono molti chilometri di questa strada che prima tende a salire e poi discende fino alla Valle del Tevere. Le deviazioni sono numerose, ma il nostro itinerario segue la via maestra asfaltata (controllare sulla planimetria).
Il punto più alto lo raggiungiamo ad Est del M.Urbino (766 - 29,1). Dopo si tende a scendere. Il paesaggio è ampio e suggestivo. Il traffico automobilistico è di fatto inesistente. Ogni tanti si incontrano piccoli gruppi di case; alcuni hanno il telefono e il bar. C'è anche un ristorante. Dopo S.Cristina la discesa si fa più marcata. Lasciato sulla destra il bel Castello di Morleschio (360 - 38,8) puntiamo decisi verso il vicino fondovalle, sempre su asfalto.
Alle coordinate (302 - 41,5) ci immettiamo su una asfaltata più grande: evitiamo a destra in salita (indicazione "Civitella Benazzone") e proseguiamo diritti. Intorno sempre più case; poi l'abitato di Casa del Diavolo.
Qui ci immettiamo sulla SS 3 bis Tiberina (245 - 42,8): si gira a destra sulla Statale, ma la seguiamo solo per pochi metri. Infatti quasi subito pieghiamo ad angolo retto a sinistra su una nuova asfaltata indicata con "Ponte Pattoli" e "Resina" (ora attenti al traffico). Ora si pedala su una strada che attraversa la Valle del Tevere, circondati da campi e case di nuova costruzione. L'andamento è pianeggiante e rettilineo. Si passa sotto la superstrada E 45 (seguire sempre l'indicazione "Ponte Pattoli"), si supera il passaggio a livello della Ferrovia Centrale Umbra, per raggiungere infine il grosso centro agricolo di Ponte Pattoli e la grande trafficatissima asfaltata Resina-Perugia (210 - 45,2).
Qui pieghiamo a sinistra verso Perugia. Poco dopo (215 - 45,6) passiamo il ponte sul Tevere, oltre il quale c'è il nucleo storico di Ponte Pattoli.
Dopo il ponte si lascia la strada principale (che prosegue piegando a sinistra) per seguire a destra una nuova strada che entra nel paese (Via Marta). Ancora qualche decina di metri e poi c'è una biforcazione: evitiamo la destra (che passa sotto un arco ed entra nell'abitato) e giriamo a sinistra su Via Antonia. Qualche altra decina di metri ed eccoci ad una nuova biforcazione (210 - 46,5): l'asfaltata principale continua davanti in salita (Cordigliano e Monte La Guardia) ma noi si gira a destra, ancora su asfalto, per una strada pianeggiante che risale la Valle del Tevere. Trecento metri dopo finisce l'asfalto, ma la sterrata che prosegue è evidentissima. Le deviazioni di sinistra devono essere evitate.
Passato un ponticello (220 - 47,5) ecco una biforcazione: andiamo a sinistra. Neanche 50 m dopo altro bivio: ancora a sinistra sulla sterrata più piccola che segue il Fosso delle Tassinare. Si incomincia salire verso le colline di Perugia.
Alle coordinate (305 - 48,8), avendo davanti delle case semi diroccate, c'è una biforcazione: la sterrata va a sinistra verso le case, ma la strada giusta è a destra in salita su una carrareccia f.n. molto accidentata. La traccia è sconnessa ma non troppo ripida; si mantiene al margine di un rimboschimento.
In vista di una casa ci immettiamo su una sterrata (380 - 49,5): si continua diritti, lasciando la casa sulla sinistra in basso. Davanti spicca il Castello di M.Nero. Man mano la strada diventa migliore, fintanto che ci immettiamo su una strada asfaltata (495 - 52,9): pieghiamo a destra in salita. Poco sopra altra biforcazione (504 - 53,1): la strada giusta è a sinistra, sempre su asfalto (inizia il tratto coincidente con la traversata T 2).
Da qui si prosegue con andamento ondulato, lungo la strada principale (consultare la planimetria e seguire le indicazioni "S.Marco" e "Perugia"). Il profilo di Perugia sovrasta le colline di fronte; e visibilissima è la mole del Cassero di Porta S.Angelo, nostro punto di arrivo.
Oltrepassato il cartello "Perugia" ecco l'abitato di S.Marco (428 - 59,2): proseguiamo diritti fra le case. Dopo una salita e una discesa ecco Ponte d'Oddi (442 - 60,7): anche qui via diritti e su per la ripida salita che porta a Monteripido. Ora non ci resta che dare due pedalate per raggiungere la Torre di Porta S.Angelo (478 - 61,9).