T2. TRAVERSATA PERUGIA - COSTACCIARO
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Planimetria T2 - T3 Settore Sud Ovest |
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| Topo A4 (210 x 297 mm) 18 Kb | Topo A3 (297 x 420 mm) 22 Kb | Topo 1 a 1 (2652 x 1807 mm) 112 Kb |
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Planimetria T2 - T3 Settore Nord Est |
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Perugia - Ponte d'Oddi - S.Marco - S.Marino - Valbiancara - Migiana di M.Tezio - Caminata - Palazzo Guglielmi - Pieve S.Quirico - Parlesca - Valcaprara - Castiglione Altobrando - Carestello - Villa Fassia - Padule - Monteberto - S.Sebastiano - Chiascio Grande - Caprile - Costacciaro.
Località di partenza: Perugia (Porta S.Angelo)
Località di arrivo: Costacciaro (S.Rocco)
Lunghezza: 73,0 km
Dislivello totale: 1568 m
Quota massima: 840 m
Tempo totale: 10 ore
Grado di difficoltà: medio/impegnativo
Cartografia: Kompass n. 663 "Perugia-Deruta" 1:50000 Kompass n. 664 "Gubbio-Fabriano" Quadrante 1:25000 CTR-IGM 116 II - III 122 I - II 123 IV
Dal Perugino alla Valle del Chiascio, attraverso la Valle del Tevere, il
Piano di Gubbio; da Ovest ad Est in un continuo saliscendi verso l'Appennino
calcareo. Il dislivello non è eccessivo e il fondo delle strade è abbastanza
scorrevole: la traversata può essere fatta in una sola giornata. Insieme alla
traversata T 3. "Costacciaro-Perugia" costituisce un giro di oltre 130
km, da fare in più tappe.
Per lo schema della situazione stradale si faccia riferimento tanto alla
planimetria T 2 - T 3 "Perugia-Costacciaro-Perugia" Settore Sud Ovest
che a quella T 2 - T 3 "Perugia-Costacciaro-Perugia" Settore Nord Est.
Da Piazza Grimana, dominata dall'Arco Etrusco (il più famoso monumento perugino), parte Corso Garibaldi (direzione Nord Ovest). Questa via, una delle più note e popolose della città, finisce proprio sotto la grande Torre (cassero) di Porta S.Angelo (478 - 0,0), da dove parte la nostra cavalcata verso il Monte Cucco: la sua aguzza piramide spicca sul profilo del lontano Appennino. Prendiamo a pedalare sull'asfalto che porta verso il Convento di Monteripido (direzione Nord Ovest) e la sede dei telefoni di stato. A Ponte d'Oddi, proseguiamo diritti. Dopo la Chiesa di S.Marco c'è un trivio (428 - 2,6): si prende a destra (indicazione "S.Marino") sempre su asfalto, con tante deviazioni a destra e sinistra. Alla biforcazione successiva (432 - 3,3) si va a destra (sempre indicazione "S.Marino"). Giunti in prossimità di Villa S.Marino ecco un trivio (460 - 6,4): a destra sterrata per la Villa (da ignorare), diritti l'asfaltata scende verso Ponte Rio (da evitare), a sinistra asfaltata che sale verso M.La Guardia e M.Bagnolo. Quest'ultima è la strada buona.
Più avanti altra biforcazione (504 - 8,9): andiamo nettamente a sinistra, ancora su asfalto e in salita (finisce la coincidenza con la traversata T 3 "Costacciaro-Perugia"). Sempre seguendo la maestra, superiamo un punto alto per poi giungere ad un bivio (572 - 10,3) dove finisce l'asfalto : si continua diritti su sterrata un po' accidentata (ignorare la deviazione a destra). Lungo la strada più evidente (consultare la planimetria per sicurezza) raggiungiamo l'antico borgo di Valbiancara, oltre il quale c'è un bivio (538 - 11,8): evitiamo di continuare diritti (M.Civitelle e Buche del Diavolo) per piegare a sinistra in discesa. La pendenza non è marcata, il fondo abbastanza accidentato, qualche villetta intorno nella macchia.
In poche pedalate siamo sulla SC sterrata che sale da Cenerente (465 - 13,1): la via giusta è a destra in salita, verso Migiana. Sulla Forcella (500 - 13,8) si va a sinistra (indicazione "Migiana di M.Tezio"). Il panorama è splendido, dalla Valle del Tevere fino all'Appennino dove spicca, spesso bianco di neve, la mole acuminata di M.Cucco. Dopo la deviazione per Castel Procoio (a sinistra, da evitare) si attraversa in discesa la Migiana (fontanile di fronte alla chiesa). Intorno c'è il bosco. Dopo il Cimitero si arriva di fronte ad una gruppo di case (500 - 16,4) che si superano con uno slalom in salita.
Cento metri più avanti siamo di fronte ad un bivio: evitiamo di andare a destra per la carrareccia più marcata e pieghiamo invece a sinistra per una carrareccia f.n. abbastanza accidentata. Inizia l'attraversamento della costa orientale del M.Tezio, fra boschi, campi incolti, casolari abbandonati, più o meno intorno a quota 500 m s.l.m.
Duecento metri dopo Podere Piedimonte ecco una biforcazione (508 - 18,8): evitiamo di proseguire diritti (SP Perugia-Pierantonio) e giriamo a destra sempre su carrareccia f.n. Si arriva di fronte all'aia di una casa disabitata (490 - 19,4), dove pieghiamo a destra in discesa, lasciando la casa in alto sulla sinistra. Segue una carrareccia f.n. molto accidentata e in forte discesa (con variante che si ricongiunge più sotto: meglio a sinistra). Si torna a salire attraversando un gruppo di case (Caminata). Seguiamo una linea ENEL; intorno boschi di lecci. Alle coordinate (487 - 20,9) si lascia una casa sulla destra rasentandone il muro. Ci sono molte deviazioni da evitare (consultare anche la planimetria), comunque la maestra è sempre ben evidente. Qualche centinaia di metri più avanti si lascia sulla destra Palazzo Guglielmi (504 - 21,6): la carrareccia diventa sterrata.
Ora non resta che "picchiare" verso la Valle del Tevere dove ci immettiamo (228 - 24,9) sulla asfaltata La Bruna - Pieve S.Quirico.
Qui si va a destra, e senza problemi superiamo Pieve S.Quirico e il ponte sul Tevere (216 - 27,5). Alle coordinate (222 - 28,4) ecco l'immissione sulla SS 3 bis "Tiberina", dove pieghiamo a sinistra.
Seguiamo la Statale per poco più di un chilometro poi, dopo l'abitato di Solfagnano, l'abbandoniamo per imboccare (243 - 30,2) l'asfaltata che parte a destra con indicazioni "Rancolfo", "Valcaprara", "Castiglione Altobrando".
La salita è leggera; intorno campi e case di nuova costruzione. In corrispondenza di un gruppo di case (sulla destra) c'è una biforcazione poco visibile (277 - 31,3): la strada asfaltata continua diritta, ma la giusta prosecuzione è a destra, piegando ad angolo retto fra le case e seguendo l'indicazione "Castiglione Altobrando" e "Valcaprara". Ora il fondo è sterrato.
La bella sterrata, molto panoramica, supera le colline che separano la Valle del Tevere dalla pianura di Gubbio. Le deviazioni sono tante, ma nessuna crea problemi (eventualmente c'è sempre la planimetria). Anche le pendenze sono abbordabili, fatta eccezione per il tratto che aggira il possente bastione di Altobrando (temuta sentinella del territorio eugubino).
Giunti sul crinale, ecco l'asfaltata SP 206 (840 - 42,5): ignoriamo la sinistra (Montelovesco e Camporeggiano) per proseguire a destra, in discesa.
Alle coordinate (768 - 43,8) dobbiamo abbandonare l'asfaltata e girare di quasi 180° a destra su una carrareccia f.a. poco visibile. La strada scende decisa, supera la Badia, raggiunge il trivio di Carestello (522 - 48,2): andiamo a sinistra per l'asfaltata (che qui inizia). In quattro e quattr'otto siamo a Villa Fassia dove ci immettiamo (432 - 53,8) sulla SS 298: evitiamo sia la destra (Perugia) che la sinistra (Gubbio) per proseguire invece davanti, sull'asfaltata che porta a Padule. Si segue la maestra che corre sinuosa sulla pianura coltivata; davanti le montagne di Gubbio, nostra prossima meta.
Dopo il Molino Barbini e un tratto rettilineo, giunti a 180 m dalla SP Padule-Colpalombo, c'è un bivio fra asfaltate (412 - 56,1): abbandoniamo la principale (che continua diritta) per girare nettamente a sinistra su una vecchia strada.
La pendenza è minima e con molta scioltezza arriviamo dentro Padule dove ci immettiamo (450 - 58,5) sulla SS 219.
Qui non si va a destra (Fossato di Vico) e neppure a sinistra (Gubbio), ma si attraversa la Statale per proseguire su una nuova strada, sempre asfaltata, che sale fra le vecchie e nuove case di Padule, direzione S.Andrea del Calcinaro. Dopo 350 m l'asfalto termina: si continua su una sterrata, con tratti anche ripidi.
Alle coordinate (721 - 62,0) c'è un bivio: abbandoniamo la principale che continua diritta, quasi pianeggiante, e imbocchiamo la sterrata di sinistra in forte salita.
Dopo due tornanti eccoci in cima alla salita, in cresta e di fronte ad una nuova biforcazione (770 - 62,3): si evita di proseguire diritti per piegare invece a sinistra su una sterrata che corre pianeggiante (si evitano tutte le deviazioni a sinistra).
Dopo una ripida discesa la sterrata entra nel bosco, per uscirne subito dopo, proseguire per alcune decina di metri fra i campi e raggiungere una biforcazione (679 - 64,0): si abbandona la sterrata per girare a destra su una carrareccia f.n. che segna il campo coltivato e poco dopo s'infila nel bosco. La salita è poco marcata e il fondo tenace.
Dopo un "cancello" superiamo un valico, oltre il quale c'è un bivio: evitiamo la traccia di destra per piegare a sinistra in discesa. Lasciati sulla sinistra i ruderi di S.Sebastiano, discesa la ripida rampa che segue, puntiamo decisi verso il fondovalle dove ci aspettano i divertenti guadi sul Chiascio.
Il primo contatto con il fiume l'abbiamo alle coordinate (479 - 65,8) (ignorare la traccia a sinistra prima del guado). Ne seguono altri cinque e poi una salita che ci porta su una nuova carrareccia: andiamo a sinistra in discesa.
Questa strada porta senza tanti problemi (consultare la planimetria) sulla SS Flaminia proprio di fronte al Cimitero e all'abitato di Caprile. Da qui è un attimo arrivare al margine di Costacciaro (S.Rocco) (535 - 73,0), punto di arrivo della divertente pedalata.