ABISSO II DI MONTICELLI
| Le
immagini sono in formato gif, quindi visualizzabili in tutti
principali browser.
Le immagini in formato A4 e A3 (risoluzione 72 dpi) sono stampabile con
stampati compatibili con i rispettivi formati, utilizzando come programma
di stampa il proprio browser. Per stampare il formato 1a1 (risoluzione 72
dpi) occorre salvare l'oggetto su disco (puntatore sopra il collegamento,
pulsante destro del mouse, "salva oggetto con nome", scegliere
directory e denominazione, "salva") e utilizzare un programma che preveda la stampa con pagine
affiancate (CorelDraw o simili) oppure far riferimento ad un server con
plotter. Le copie delle topografie, al massimo della risoluzione e del dettaglio, possono essere richieste al CENS che provvederà a inviarle per postA (contrassegno pari alle spese di stampa e postali). |
||
| Topo A4 (210 x 297 mm) 22 Kb | Topo A3 (297 x 420 mm) 25 Kb | Topo 1 a 1 (1131 x 1773 mm) 141 Kb |
| Itinerario d'accesso |
| Da
Pantano si prende la strada provinciale che va verso Pian del Nese (Monte
Corona - Umbertide). Ma fatti pochi metri si abbandona la provinciale per
prendere, a destra, una nuova strada che sale verso le pendici del Monte
Gudiolo e il Podere Monticelli. Di fronte ad una sbarra e a ridosso di un
casa colonica restaurata, si parcheggiano le auto. L'avvicinamento
all'ingresso dell'Abisso prosegue, oltre la sbarra, sempre sulla strada
che ora diventa sterrata e in pendenza abbastanza ripida. Ancora poco meno
di un chilometro, sempre sulla carrareccia, e si arriva nell'aia del
Podere Monticelli, abbandonato da tempo e fatiscente. Per raggiungere la cavità occorre aggirare l'edificio fino a raggiungerne il lato diametralmente opposto: qui inizia un sentiero chiuso nel fitto della macchia e dei rovi (occorre qualcosa per riaprirlo ogni volta), che scende obliquamente (verso NNE). Percorsi con difficoltà nella spinosa macchia una cinquantina di metri il sentierino attraversa con una curva a sinistra un impluvio ben accennato; tutt'intorno le grigie rocce della Scaglia Cinerea. A questo punto si risale lungo l'impluvio per raggiungere uno sprofondamento fra le argille del letto del torrente: è questo l'imprevedibile ingresso di uno dei più belli fra gli abissi italiani. Attualmente l'accesso è chiuso da una frana di terra che ha ostruito lo stretto imbuto iniziale. La frana è facilmente rimovibile. |
| Scheda tecnica d'armo | ||||
| Luogo | Corde | Attacchi | Frazionamenti | Note |
| Pozzo Gabor Dessau | 120 m | 3 naturali | 2 tasselli | Ripulire il pozzo |
| Pozzetto del Gitzmo | 5 m | 1 naturale | ||
La cavità è molto interessante ma anche molto pericolosa, per la presenza possibile di stratificazioni di anidride carbonica (emissioni di questo gas sono molto probabili nel territorio montuoso a nord di Perugia). In certi giorni di bassa pressione esterna può salire fino a invadere quasi interamente il grande Pozzo Dessau. Con giornate di alta pressione (tempo terso e tramontana) la CO2 scompare del tutto.
Altro pericolo è la caduta massi: occorre pulire molto bene l'imbuto iniziale, fino a raggiungere le stratificazioni di Scaglia Rossa.
All'esterno, la corda può essere ancorata solo ad alberi, anche tendendone una fra due di questi e creando un ancoraggio sospeso sulla verticale dell'imbuto d'ingresso.
All'inizio del Pozzo Dessau è necessario fare un frazionamento e potrebbe essere necessario metterne in opera uno di sana pianta, dato che i vecchi tasselli potrebbero non essere affidabili (come tutti gli ancoraggi a pressione e ad espansione nella Scaglia Rossa).
Al fondo del Pozzo Dessau in periodi di grandi precipitazioni o in fondo al Pozzetto del Gitzmo in tempi normali c'è un piccolo torrente sotterraneo che non crea nessun problema di avanzamento.