RICERCHE NEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE
Nuove esplorazioni sulle Montagne circostanti il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
Nel periodo 30 marzo - 4 aprile 2010 il CENS, con 9 soci, ha effettuato un nuovo campo di ricerca nelle Montagne circostanti il Parco Nazionale, con base a Pescasseroli. In quattro faticose giornate, con lunghi e irti percorsi di avvicinamento e prolungate esplorazioni in grotta, sono state individuate 3 nuove cavità ad andamento orizzontale e due verticali. Alcune centinaia i metri esplorati, sempre arrestandosi per mancanza di materiali e tempo. Alcuni corsi d'acqua sotterranei rendono ancor più interessanti le nuove cavità, che presto (giugno?) saranno oggetto di nuove indagini e ricerche. Sono stati scaricati anche i diversi sensori per il monitoraggio idrometorologico e i dati confermano il grande potenziale esplorativo di queste bellissime aree carsiche. E stupisce come aree di così grande interesse possano essere state dimenticate da chi ha più facilità di accedere in questi luoghi.

Foto Lorenzo Pierini
Un ghiacciaio nella più profonda grotta del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise
Rilievo topografico Nevera Tratturello
L’Università di Urbino e il CENS di Costacciaro (PG) - con un programma di ricerche speleologiche concordato con il Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, il Comune di Lecce nei Marsi e la Soprintendenza Archeologica del Lazio iniziato nel giugno 2007 – ha scoperto una prosecuzione nella Nevera del Tratturello, nota cavità dell’area protetta della Cicerana, raggiungendo per ora la profondità di oltre 150 m, con pozzi spettacolari e immacolati, scolpiti nel calcare bianco dalla corrosione di un antico torrente sotterraneo.
Un cunicolo molto stretto al fondo della parte conosciuta della Nevera non ha permesso sinora il raggiungimento della parte che si sprofonda verticalmente con una successione di spettacolari salti, profondi anche più di 50 m. Ma spostando alcuni massi incastrati e forzando il passaggio l’ingresso alle vie sotterranee principali è stato superato. La discesa è avvenuta quasi sempre nel vuoto, lontani dalle pareti, specie nell’ultimo baratro di 50 m che ha un diametro di 15 m.
Al fondo le eventuali prosecuzioni sembrano chiudere ostruite da grossi accumuli di fango e ghiaia trascinati dal torrente durante i periodi di piena e dello scioglimento delle nevi. Per ora non si vedono passaggi che permettano di proseguire oltre, e il torrente si perde fra sassi e strati di argilla umida. Ma dall’andamento delle fratturazioni e delle stratificazioni del calcare si può intuire dove si dirige il ruscello sotterraneo: verosimilmente verso la risorgente del Grottone.
E’ questa una scoperta che apre le porte, per la prima volta, del mondo sotterraneo del Parco e conduce verso la soluzione di diversi misteri: come scorrono le acque sotterranee in questa vasta area carsica, quali sorgenti alimentano, che significa la presenza di tanti resti ossei di animali scomparsi alla fine dell’ultima era glaciale?
Ma soprattutto potrà spiegare l’eccezionale presenza nella Nevera di un piccolo ghiacciaio di 40 m3, sempre presente anche nei periodi più caldi dell’estate. E’ una presenza anomala a 1650 m di quota, dove la media annua esterna è intorno ai 7° C. E' l'unica grotta appenninica conosciuta a contenere questa singolarità. Tutto ciò può essere spiegato solo con un microclima creato dalla presenza di un sottostante vasto e profondo sistema carsico, con altri ingressi ancora più in quota, che funge da polmone per accumulare aria fredda in inverno e restituirla, invertendo il senso delle correnti, in estate.
Si spera che le ricerche possano continuare anche nel 2008 ed oltre, con nuove esplorazioni e indagini geologiche, idrologiche e meteorologiche. Allo scopo sono stati istallati, sia all’interno delle grotte che in superficie, dei micro rilevatori automatizzati per la misurazione dei principali parametri climatici.
Alle esplorazioni hanno partecipato ricercatori dell’Università di Urbino, speleologi del CENS di Costacciaro (PG), di Gualdo Tadino e di Pioraco (F. Migliorati, L. Poderini, F. Poderini, F. Caldera, M. Splendorini, M. Loreti, C. Proia, M. Savini).
Nota esplorativa
I soci del CENS hanno iniziato le ricerche nel Parco Nazionale d'Abruzzo nel 1965. Da allora si sono succeduti innumerevoli campi esplorativi, tutti in collaborazione con l'Ente Parco, che hanno portato alla scoperta di un centinaio di cavità di non grande interesse e profondità. Di queste ricerche è stato elaborato un GIS che racchiude tutti i dati delle grotte e delle voragini localizzate ed esplorate. Molte localizzazioni degli ingressi sono state rilevate negli ultimi due anni con il GPS e sono molto precise. Tutto questo materiale è stato dato anche al Parco Nazionale d'Abruzzo.
La Nevera del Tratturello, insieme alla vicina Nevera di Val Mugone, è nota da moltissimo tempo, sia perché abituale fonte di ghiaccio per i paesi circostanti, sia perché meta di escursioni turistiche. Il Gruppo Speleologico Vampiro di Faenza vi ha fatto una discesa, rilevandola, nel 1964. Il CENS l'ha "riscoperta" nel giugno del 2006 con l'aiuto di Mario, speleo di Pescasseroli. Da allora il CENS ha effettuato diversi campi in zona e molte perlustrazioni nell'area circostante, sempre percorrendo a piedi il lungo tratto che separa il Passo del Diavolo con la Cicerana (2 ore e mezza di marcia). Nella Nevera è stato subito chiaro che vi erano diverse possibilità di prosecuzioni. Ed infatti è stato disceso un pozzo di 30 m non rilevato (Pozzo dell'Orso Bernardo) e percorso in gran parte il cunicolo che si apre sotto lo scivolo iniziale.
Nei primi giorni di dicembre 2006 un nuovo campo di ricerca ha fatto proseguire l'avanzamento nel cunicolo sotto lo scivolo. A questo campo sono stati invitati anche una speleologa abruzzese e due speleo del gruppo "Cani Sciolti" della Repubblica di San Marino.
Nel giugno del 2007 il CENS in collaborazione con l'Università di Urbino ha ottenuto l'autorizzazione dal Parco Nazionale di poter effettuare ricerche sul carsismo del Parco stesso (è noto che non possono essere portate avanti ricerche scientifiche senza questa specifica autorizzazione), ottenendo anche di poter accedere con automezzi sulle strade con divieto di circolazione (con un fuoristrada si può arrivare a 500 m dalla Nevera).
Un primo campo è stato organizzato a fine giugno 2007, al quale hanno partecipato in qualità di invitati i due speleo del gruppo "Cani Sciolti", una speleo di Gualdo Tadino e uno speleo di Pioraco. Un secondo campo è stato realizzato i primi giorni di agosto 2007: oltre agli speleo del CENS hanno partecipato Marco Menichetti coordinatore delle ricerche per conto dell'Università di Urbino, la speleo di Gualdo e lo speleo di Pioraco. In questo campo è stato raggiunto il fondo della Nevera, raccogliendo anche un buon numero di dati geologici, idrologici e climatici. E' stato anche realizzato il rilievo topografico. In quest'ultima occasione non sono stati invitati i "Cani Sciolti" in quanto hanno chiaramente manifestato l'intenzione, sia con dichiarazioni che con i fatti, di voler proseguire le ricerche da soli, in tempi non concordati.