Terre di S. Francesco - CENS - Nel Parco del Monte Cucco, natura, avventura, educazione naturalistica, speleologia, escursionismo, torrentismo, canyoning

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Terre di S. Francesco

Attività in montagna > Bici Montagna > Itinerari
Ponte Rio - Nocera Stazione - Postignano - Bandita Cilleni - Madonna dei Tre Fossi - Piano della Pieve - Assisi - Eremo delle Carceri - La Bolsella - Fonte Bregno - Collepino - S.Giovanni - Armenzano - Notiano - Falcioni - Ponte Rio.

Località di partenza: Ponte Rio di Valtopina (vecchio tracciato SS 3)
Lunghezza: 58,4 km
Dislivello totale: 1605 m
Quota massima: 1050 m
Tempo totale: 7 ore
Grado di difficoltà: impegnativo
Cartografia: Kompass n. 665 "Assisi-Camerino" 1:50000 Quadrante 1:25000 CTR-IGM 123 II - III

L'Umbria è Assisi; Assisi è S.Francesco. Questi sono i collegamenti istintivi di un visitatore frettoloso. E allora si sale dalla ricca e facile pianura del Tevere verso il Monte Subasio, là dove protende la sua prua la grande "nave rosa" della Città del Poverello. La Basilica di S.Francesco, S.Chiara, le viuzze medievali, la Rocca, l'Eremo delle Carceri, i "ricordini", il ristorante, ecco gli ingredienti di un "pellegrinaggio" tutto scontato, sempre esposti alla luce solare d'occidente.

Ma io voglio, con questo itinerario, proporvi di capovolgere la situazione e di partire dalle cause che hanno "prodotto" S.Francesco. Vi porto nei versanti oscuri del Subasio d'oriente, fra le ingrate terre che lo separano dalla Valle del Topino, dove si è sempre accumulata fatica e povertà. Ed è qui che Francesco ebbe le "stigmate" e le ali per il suo grande sogno, che ancora oggi, del tutto indegnamente, facciamo nostro, a parole. Partiremo da una valle sconosciuta di un fiume sconosciuto per salire su aridi colli, valicare la montagna, conoscere la fatica e il sacrificio. Partiremo, spinta su spinta, per arrivare a vedere dall'alto del colle di Assisi, senza toccarla, l'opulenza greve della Valle Umbra; e la Città del Santo ci sembrerà un bastione di testimonianza, di confine, di monito, di difesa contro e per tutti noi che abbiamo dimenticato. Allora avremo voglia di fuggire, ed è sbagliato, per completare a ritroso questo percorso, per immergersi nella solitudine splendente delle Carceri, per respirare l'aria pura della montagna, incontro alla discesa apparentemente serena verso il punto di partenza. Per chiudere il cerchio come in una parabola, ma con dentro, in più, il sole di Assisi.

La Partenza è fissata nella piccola località di Ponte Rio (376 - 0,0), in Comune di Valtopina, al km 168 del vecchio tracciato della SS 3 "Flaminia" (uscita "Valtopina" del nuovo tracciato della SS 3). Si inizia pedalando verso Nord (indicazione "Fano") lungo l'asfalto della vecchia Statale: la prima meta è Nocera Stazione.

Giunti quasi a contatto con il passaggio a livello (394 - 3,5) di Nocera, si abbandona la Statale per prendere una strada (asfaltata) che piega a sinistra.

Dopo neanche 50 m di questa nuova strada bisogna deviare a sinistra su una asfaltata che, passato il Topino, inizia a salire dolcemente e senza problemi di orientamento. In alto sulla sinistra dominano i ruderi della Rocca. Superato Postignano (si lascia sulla destra), termina l'asfalto e c'è un quadrivio (505 - 5,2): si prosegue sulla sterrata di destra che va in discesa (si ignora la prima a destra, asfaltata, che entra nel paese). Dopo la discesa si torna presto a salire, sempre su sterrata ben messa e inconfondibile (eventualmente consultare la planimetria). Giunti a Bandita Cilleni (771 - 11,6), culmine di questa prima parte dell'escursione, si abbandona la strada principale per deviare a sinistra su una nuova sterrata che lascia sulla destra l'edifico principale.

Ora proseguiamo sul crinale (spartiacque Topino/Tescio), prima fra case a campi, poi in boschi ombrosi. Il panorama spazia fino alla Valle del Tevere e i rilievi dell'Umbria occidentale. C'è un bivio importante alle coordinate (767 - 13,3) dove termina il tratto in falsopiano: si va a destra in discesa ripida (a sinistra porta a Satriano, uno dei più noti luoghi francescani).

In pochi minuti si raggiunge l'ampio piazzale (511 - 15,8) che precede il Santuario della Madonna dei Tre Fossi (fontana). Ancora poche decine di metri e siamo a fondovalle. Passiamo il ponte sul Tescio, oltre il quale si prosegue in falsopiano seguendo il corso del torrente. La sterrata è scorrevole ed il "contorno" bello; i chilometri passano veloci e piacevoli. Nella zona di Piano della Pieve ci immettiamo (402 - 19,4) nella SS 444: si gira a sinistra (in prossimità del ponte sul Tescio c'è bar, ristorante, fontana).

Ora seguiremo la Statale fin dentro Assisi, tenendo presente che alle coordinate (427 - 24,8) si ignora, sulla sinistra, l'asfaltata per "Collepino" e "Costa di Trex". Di fronte alla porta d'ingresso di Assisi (semaforo) proseguire diritti (indicazione "Perugia").

Oltrepassata la porta (447 - 25,5), raggiungiamo l'ampia piazza antistante il Convitto. Qui abbandoniamo la strada per Perugia (diritta davanti a noi) per piegare a sinistra in salita seguendo l'indicazione "Campeggio". Superata anche Porta Cappuccini (476 - 25,8) si inizia a salire sull'asfaltata con indicazione "Monte Subasio" e "Eremo delle Carceri". Deviazioni ce ne sono ma non creano problemi. La salita è faticosa e lunga. Alle coordinate (532 - 26,6) c'è la deviazione ("Via Frate Focu") per il Camping.

Di fronte all'ingresso dell'Eremo si gira a sinistra su stretto tornante. Pochi metri dopo c'è un bivio (759 - 29,2): evitiamo di proseguire diritti (panoramica sterrata che porta sulla cima del Subasio) per girare a destra su uno stretto tornante (indicazione "San Benedetto").

La nuova strada è asfaltata e sale senza eccessiva pendenza, circondata da muretti a secco e un bel bosco di lecci. Il mistico edificio delle Carceri è proprio sotto di noi. Dopo un valico (875 - 30,7) segue una discesa appena accennata. Dopo una curva a destra c'è una biforcazione (849 - 32,6): si lascia l'asfaltata per deviare a sinistra su una ripida carrareccia f.a. in salita.

La salita è dura ma non troppo lunga e ben presto eccoci sul piazzale (920 - 33,2) antistante i ripetitori RAI. Qui si prosegue diritti su una bella strada forestale f.n. con rimboschimento intorno. Un grande muro con sotto i trocchi annuncia Fonte Bregno (1000 - 34,3). Dopo la sorgente la carrareccia si impenna notevolmente (è difficile restare in sella, anche per il fondo molto accidentato). Ci sono dei sentieri segnalati (bianco/rosso) a destra e a sinistra ma si devono ignorare. Più sopra usciamo dal bosco e la carrareccia sale in modo più accettabile. Il panorama domina tutta la Valle Umbra fino a Spoleto e le montagne di Terni; dietro si intuiscono i profili del Terminillo e del Gran Sasso.

Raggiunto un culmine (1050 - 34,7) si inizia la discesa verso Collepino, prima circondati da prati e poi all'interno di un rimboschimento di odorosi pini. Appena fuori dal bosco ecco l'immissione (872 - 36,3) sulla grande sterrata che da Spello (SS 3) sale alla cima del Subasio e poi scende alle Carceri e quindi ad Assisi.

Ora si picchia a destra per qualche chilometro, fino a giungere all'esterno (596 - 40,1) delle mura del bellissimo borgo medievale di Collepino (tutto da visitare; bar, ristorante, acqua, telefono).

Davanti abbiamo ben tre possibilità di prosecuzione: evitata l'asfaltata di destra (Spello) e quella che prosegue diritta, seguiamo invece la terza asfaltata che piega a sinistra (cambio di direzione di quasi 180°) indicata con "Colpernieri", "Armenzano", "S.Giovanni". Con ciò si dà inizio all'aggiramento di quasi tutto il versante orientale del Subasio, sempre sull'asfalto di una bella, solitaria strada panoramica, circondata da boschi e macchie. E' questo il "lato oscuro" del Subasio, dove meglio sono depositate le tracce originarie del movimento francescano.

Con andamento ondulato si punta grossomodo in direzione Nord. Tutte le deviazioni sulla sinistra, anche asfaltate, devono essere evitate (alcune sono delle scorciatoie che portano facilmente al punto di partenza). Superiamo S.Giovanni (636 - 44,6), dove c'è acqua e telefono, con una curva ad angolo retto a sinistra seguendo l'indicazione "Armenzano". Altri chilometri scorrevoli e in solitudine, poi eccoci nella piazzetta all'esterno del bel borgo fortificato di Armenzano (740 - 48,5).

Qui si abbandona la strada asfaltata (prosegue a sinistra con indicazione "Assisi") per piegare sulla sterrata che lascia il borgo a sinistra (indicazione "Notiano"). La prosecuzione è in netta discesa, a tornanti, con alcune deviazioni (a sinistra) da evitare. Senza spingere si raggiunge il borgo di Notiano, in gran parte diroccato; una chiesetta deve essere lasciata sulla sinistra; alcune case sono state restaurate. All'uscita dal paese giriamo a sinistra, ignorando una traccia che va a destra.

Poco sotto ecco l'immissione su una sterrata (625 - 49,9): si va a sinistra in falsopiano fra boschi e campi. In località La Croce c'è una biforcazione (627 - 51,3): prendiamo a destra (indicazione "Le Silve-Terra Buona") in leggera discesa.

Neanche 50 m dopo si lascia la sterrata principale per piegare a destra in salita su una carrareccia f.a. (a destra un edificio semi diroccato). Dopo un valico e un bosco di querce ecco un nuovo bivio (680 - 52,5): andiamo a sinistra e poco dopo si supera una casa colonica (ora azienda agraria) (674 - 53,3). Da qui fino al punto di partenza l'itinerario continua in discesa su carrareccia f.n., lungo il Torrente Rio (gran parte della viabilità presente nella valle è stata realizzata al momento della messa in opera dell'acquedotto Nocera-Perugia).

Lasciata l'azienda agraria, perdiamo rapidamente quota su una carrareccia a fondo erboso e argilloso. Giunti in prossimità del Rio, puntiamo verso una casa di stile alpino: la superiamo lasciandola sulla sinistra. Poco sotto (593 - 53,8) una deviazione (da ignorare) porta allo spiazzo dove inizia la lunga galleria dell'acquedotto: si prosegue diritti in discesa sulla carrareccia f.n. che ora scende seguendo l'opera idraulica. Alle coordinate (500 - 55,1) si guada il Rio per passare, insieme alla traccia, sulla riva sinistra. Continuiamo a scendere, anche se ci sono brevi contropendenze (per deviazioni di poca importanza riferirsi alla planimetria). Ogni tanto appaiono pezzi delle opere dell'acquedotto.

Alle coordinate (525 - 55,9), dopo una contropendenza di qualche decina di metri, raggiungiamo una sommità e un quadrivio: si continua diritti in piano, evitando tanto due tracce sulla destra in discesa, che una traccia a sinistra in salita. Segue una discesa ripida, un nuovo guado sul Rio (406 - 56,8), una breve rampa e quindi l'immissione su una carrareccia, ben marcata, con la quale si scende spediti lungo il fondovalle.

Ora alla nostra destra abbiamo campi e non più bosco. La prosecuzione è più che ovvia nonostante le deviazioni secondarie. Trenta metri dopo il terzo e ultimo guado sul Rio ci immettiamo (382 - 57,9) sull'asfalto della strada Ponte Rio-Colfulignato. Qui non resta che spingere la bici a destra, in leggera discesa, verso l'abitato di Ponte Rio. Superiamo il famoso ristorante "Il Tartufaro" (le cui specialità sono tutte improntate al notissimo e nero tubero umbro) e poco dopo eccoci al punto di partenza (376 - 58,4).
 
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